mercoledì 2 gennaio 2008

Saggezza antica per l'anno nuovo ovvero "Come non essere assorbiti dalla "folla" e mantenere la propria identità"

Tra le tante cose che sono state rinvenute presso il sito archeologico di Sageste, è stata trovata anche una tavoletta di bronzo datata quinto secolo a.C.; su di essa, in greco, si legge un' antica poesia scritta dalla penna di un anonimo (per noi) autore.

La pubblico così come l'ho letta nella traduzione del professor Diego Ceccarelli dell'Università di Palermo; la pubblico appunto nell'augurio che l'anno nuovo appena iniziato possa essere vissuto all'insegna dell'identità e della dignità che Dio ha donato a ogni essere umano: nessun conformarsi alla massa, nessun piegarsi alle richieste delle folle, nessuna svendita della verità per la gloria di una sola ora, ma la grazia di manifestare amore e verità nei pensieri, nelle parole, nelle azioni.

Dio ci benedica.



"Chi segue la folla non andrà più lontano della folla.

Chi cammina da solo

può scoprire luoghi in cui

nessun altro è stato prima.

Non si può vivere creativamente

senza incontrare difficoltà,

perchè l'originalità provoca il disprezzo,

e la conseguenza spiacevole del trovarsi

più avanti rispetto al proprio tempo,

è che quando gli altri capiranno

che avevate ragione, diranno che ciò

è sempre stato evidente.

Ci sono due possibili scelte di vita:

potete sparire nella corrente

oppure potete distinguervene.

Per farlo dovete essere differenti.

Per esserlo dovete diventare come nessun

altro, tranne voi, riesce ad essere."

1 commento:

goofy ha detto...

Diversi secoli dopo Thomas Mann, nella sua Morte a Venezia, sentenzierà: "La solitudine fa maturare l'originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia. Ma genera anche il contrario, lo sproporzionato, l'assurdo e l'illecito..."