Tra le tante cose che sono state rinvenute presso il sito archeologico di Sageste, è stata trovata anche una tavoletta di bronzo datata quinto secolo a.C.; su di essa, in greco, si legge un' antica poesia scritta dalla penna di un anonimo (per noi) autore.
La pubblico così come l'ho letta nella traduzione del professor Diego Ceccarelli dell'Università di Palermo; la pubblico appunto nell'augurio che l'anno nuovo appena iniziato possa essere vissuto all'insegna dell'identità e della dignità che Dio ha donato a ogni essere umano: nessun conformarsi alla massa, nessun piegarsi alle richieste delle folle, nessuna svendita della verità per la gloria di una sola ora, ma la grazia di manifestare amore e verità nei pensieri, nelle parole, nelle azioni.
Dio ci benedica.
"Chi segue la folla non andrà più lontano della folla.
Chi cammina da solo
può scoprire luoghi in cui
nessun altro è stato prima.
Non si può vivere creativamente
senza incontrare difficoltà,
perchè l'originalità provoca il disprezzo,
e la conseguenza spiacevole del trovarsi
più avanti rispetto al proprio tempo,
è che quando gli altri capiranno
che avevate ragione, diranno che ciò
è sempre stato evidente.
Ci sono due possibili scelte di vita:
potete sparire nella corrente
oppure potete distinguervene.
Per farlo dovete essere differenti.
Per esserlo dovete diventare come nessun
altro, tranne voi, riesce ad essere."
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1 commento:
Diversi secoli dopo Thomas Mann, nella sua Morte a Venezia, sentenzierà: "La solitudine fa maturare l'originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia. Ma genera anche il contrario, lo sproporzionato, l'assurdo e l'illecito..."
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