LadyHawke è un film, non proprio recente, in cui si narra di una storia di amore maledetta: su di essa pende un incantesimo malvagio, un sortilegio escogitato da quel mostro verde (come direbbe il caro William) chiamato invidia. I due amanti sono "sempre insieme, eternamente divisi": lui lupo di notte, lei aquila di giorno; lui bestia feroce e indomita sensibile solo alle carezze notturne, lei aquila meravigliosa accudita segretamente come il più prezioso dei tesori.
LadyHawke è la destinataria delle cento poesie d'amore provenienti dalla penna sempre eloquente e raffinata di Michele Mari. Un libro questo, "Cento poesie d'amore a Ladyhawke" (edizioni Einaudi), che è sempre sul mio comodino pronto a essere letto e riletto. Giusto per dare un assaggio della bellezza di questi componimenti, che danno nuova vita e una freschezza fuori dal comune a un tema poetico ampiamente tradizionale come l'amore, ecco quanto si legge ad un tratto del percorso poetico:
Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un’altalena sola.
Che non finisse mai quel dondolio
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo
Ladyhawke è il nome di una enigmatica quanto misteriosa, e forse per questo ancor più affascinante, dama che qualche giorno fa ha lasciato un commento a un mio post precedente. Ella cita Hikmet, e sembra che sia uno dei suoi poeti preferiti. Io allora leggo Hikmet, dopo che per tanto tempo ne avevo sentito parlare senza per altro entrare in quel rapporto affettivo che lega un lettore ai suoi scrittori preferiti. Stamani ho letto le sue poesie d'amore accompagnate dalle fotografie straordinarie di Doisneau. Ho ritrovato quella citata da Ladyhawke e ho scoperto una nuova ricchezza espressiva nella parole di questo poeta che si è ritagliato un posto importante nella mia biblioteca (sezione poeti e poesia). Tramite Ladyhawke ho anche scoperto qualcosa di perduto che in realtà vive silenziosamente sotto i nostri occhi se solo fossimo capaci di uscire dalla nostra egoistica miopia: l'universalità delle esperienze. La loro comunicabilità è incoraggiante; ritrovarsi "compagni d'armi" in certi percorsi forma connessioni eteree ma fortissime; improvvisamente nelle parole altrui ritrovo parte di me e l'altro interlocutore ritrova sè nella altrui esperienza. Lungi dall'essere un confronto tra due copie di una stessa realtà (come se due pittori cercassero di ritrarre lo stesso soggetto) qui si trova complementarietà, condivisione, silenzio d'ascolto e gioia.
Cara Ladyhawke il tuo commento mi ha regalato istanti di felicità. "Io non ti conosco - e tu non conosci me": è vero. In un mondo dove l'aspetto sembra essere tutto trovo ancor più meraviglioso che la prima cosa che si manifesti sia l'anima di una persona. Nello scrivere mi metto a nudo (anche se in questa operazione trovo della recalcitranza legata alla estrema possibilità di mettersi sotto la vergogna, soprattutto se si è timidi come chi scrive queste parole); nel ricevere il tuo commento gioisco nel sapere che esistono persone che sanno esporsi e condividere in maniera altrettanto candida ciò che, o nelle loro parole o attraverso il potente mezzo della letteratura, vivono, pensano e sono.
Scrivo questo post ringraziarti e scrivo pure per chiederti di non diventare assente. Sarò onorato di saperti lettrice e ,chissà, anche di scambiare idee, pensieri, parole nascoste.
Cordialmente
J.S.B.
giovedì 7 agosto 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

2 commenti:
"È incredibile ch'io ti cerchi in questo
o in un altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un'età, la mia,
dove s'aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste"
j.s.b,
ringraziarmi .. e di cosa?
sono io che devo ringraziarti( e say "thanks!" to Alice che mi ha portato a te, che è stata il mio "bianconiglio") per quello che regali tramite le parole.
e con quali parole mi definisci?misteriosa, enigmatica ..addirittura affascinante, ma ti assicuro che la realtà è ben diversa- forse è per questo che ti cerco e trovo qui-.
altrimenti nella quotidianità tu ed io ci passeremmo accanto, probabilmente io arrossirei ( troppo più timida di te )e tu non mi noteresti neppure.
non dire no. non lo puoi sapere.
quindi incontriamoci qui: qui non sarò assente, qui ti leggerò.
have a nice day (quel che ne resta..)
Altrettanto cordialmente,
L.H.
p.s.
Lady Hawke è un film del 1985.
conosco solo la raccolta di poesie che mi hai indicato(..altrimenti non mi sarei firmata Ladyhawke..-perdona questo gesto di civetteria tipicamente femminile^^)
Non nascondo che il tuo commento mi abbia fatto davvero piacere. Come avrai certamente capito scrivere per me è una forma di confessione e di "catarsi"; più che altro non una purificazione da passioni, ma un loro ripensamento; se vogliamo una sorta di introspezione alla maniera del buon vecchio Agostino di Ippona. Quando trovo persone che interagiscono in questo flusso di pensieri non posso che essere contento perchè, benchè timido e riservato ,sono paradossalmente un grande chiaccherone e sono pure convinto che nel dialogo si formi la persona e l'identità (martin buber docet); "no man is an island" (John Donne).
Sono pertanto felice di sapere che l'enigmatica e alquanto sensibile ladyhawke sia una lettrice di questo blog,ma ancor di più una persona che interagisce. In un certo senso il blog è nato non solo come confessione e stream of consciousness ma anche come dialogo e arricchimento attraverso di esso. Tramite la tua citazione ho aperto una nuova finestra: Hikmet è merito tuo se l'ho scoperto.
Mi fa piacere incontrarci qui.
Ora io avrei un milione di domande da farti e vorrei avere almeno la metà delle risposte. Forse tu preferisci restare nella penombra per timidezza. E' giusto però che tu sappi che io sono timido, ma al contempo cocciuto e curioso. :-) Quindi spero che prima o poi mi parlerai un po' di te e non farai come le aquile che hanno nidi in alto, raggiungibili soltanto a chi ha ali altrettanto grandi e potenti, raggiungibili solo a chi non soffre di vertigini, raggiungibili solo se l'aquila stessa decide che la propria casa possa essere visitata. Io non ho problemi nel fornirti una breve presentazione: una specie di profilo dell'autore. Brevemente: sono Jonathan Simone Benatti, 26 anni, aspirante ingegnere, aspirante scrittore, aspirante persona matura intrappolata nelle sembianze di un incallito sognatore. Torinese di origini, vivo nella soleggiata Rimini, dove cammino per ore sulla riva del mare traendo spunti e riflettendo molto.
Ma non voglio farla troppo lunga, anche perchè non è una scheda biografica a riassumere il carattere:-) (sono più i miei scritti che tradiscono chi sono)
Se mai vorrai, potrai scrivermi una e.mail. il mio indirizzo non è nascosto:sul mio profilo lo trovi cliccando "contatta". Chissà che controllando la posta elettronica non trovi sorprese gradite come questa risposta che ho letto poco fa.
Saluti dal paese delle meraviglie :-)
J.s.b.
Posta un commento