L'estate per me non brucia di caldo, ma di impossibile. Sono un uomo di fantasia. Spesso vivo un mondo che scorre più veloce del tempo, un mondo dove io sono anticipatore del presente: cercando di correre spero di arrivare prima alla meta, consapevole però che il traguardo si raggiunge solo a tempo debito. Maratoneta inesperto che cerca di affrettare il passo, perchè, dopo tutto, la velocità aiuta a percorrere gli spazi più in fretta. Il percorso è però dannatamente lungo e la meta si nasconde e sembra scappare e allontanarsi mentro io cerco di avvicinarla. Ed ecco la disperazione del corridore: le gambe fremono nello sforzo agonistico, il cuore ormai non ha più un posto preciso nel corpo, perchè ora è nella spalla, ora nello stomaco, poi nei piedi e poi nella testa e poi, ad un tratto comincia a latitare e celarsi, fino a non farsi più sentire. Lungi dall'essere il preludio del tracollo, è solo un modo come un altro di reagire all'ennesima illusione, un modo di soffrire tacito e segreto..
Tutto questo perchè c'è lei.
Inconscia e inconsapevole di quello che ogni suo sguardo ha cominciato a provocare: inesplicabile reazione a catena. Non voluta, non pensata, non meditata. I, almost stony, am goin' to melt.
Lei che invece di donare salute (ovvero salvezza) come voleva Dante stilnovista, dona ansia, agitazione, frenesia, sforzo estremo. Non un porto di pace ma un mare furente dove, sballottato non posso fare altrimenti che opporre a questo maelstrom di pensieri un lume di razionalità. Qui non c'è sapere aude nè categorie aristoteliche: i moti di questa tempesta sono troppo tenaci e io, che pensavo essere esperto navigatore, mi trovo tossed and shaken.
Woe to me! La colpa è mia.
Il rischio di vivere in advance of time è proprio questo:non osservare bene i particolari che potrebbero darti alcune risposte chiave, non ponderare il costo, ma lanciarti come un paladino don chisciottesco, così preso come sono dal parto della mia mente e del mio desiderio.
Due sono le cose che illuminano certe mattine: i suoi occhi e una piccola pietra lucente fra le sue dita. La prima attira, la seconda trafigge impietosamente. La prima illumina, la seconda è come i lampi nel notturno che volge a tempesta: evidenzia soltanto che in arrivo vi è uno scroscio di pioggia pesante e fredda, stillicidio che scalfigge la pelle.
Resta ancora una via per uscire out of this tempest: to put myself aside, cioè, per rubare un espressione a Dante, far per viltade il gran rifiuto.
Non ci riesco.
Quella prima luce è più forte. Devo "confessare".
Lo farò a mio modo però: con uno scritto. Non come gli adolescenti che mancano di coraggio; ma con la voglia di dare forma alla tempesta stessa proprio nello scrivere. Torna qui la mia convinzione: la parola come riflessione, come catarsi, come formatrice, come momento di chiarimento. Forse questo piccolo componimento sarà sommerso da tante altre pagine o forse cadrà in un bottomless pit, forse non arriverà nemmeno a destinazione.
Come al solito, la voglia di dire e la vergogna di espormi (per tema d'essere canzonato o frainteso) si combattono incessantemente. Nel silenzio.
Sei bella, you walk in beauty, e come direbbe un grande poeta italiano, Michele Mari (che qui cito very loosely), ti riassumi nei tuoi occhi.. azzurri, grandi,letali.
Io, che ti ho vista così poco, ne sento già tutta la loro grazia, la loro forza, il loro essere così spietatamente attraenti. Ma questa è un'altra storia, che forse non ti giungerà mai all'orecchio.
Direttamente dai miei taccuini di aspirante scrittore.
Lei, La città
A causa tua
questa città è diventata
grande
più delle sue ridotte dimensioni
e
piccola
più di un rione di poche case.
Grande
perchè camminando
nelle sere estive,
fra i tanti volti che popolano
le vie,
non ti trovo.
Piccola
perchè essa si è ridotta
a te.
J.S.B. - scritta il 25/07/08
venerdì 25 luglio 2008
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3 commenti:
Chapeau!
[..]Lo so quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
Hai ragione tu, Dulcinea
é la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.
j.s.b- uomo di fantasia che sa rendere le parole luminose- quando ho letto questa dichiarazione d'amore mi è venuta in mente questa poesia di uno dei miei autori preferiti..e anche se non ti conosco-e tu non conosci me- ho sentito il bisogno di lasciarti un commento.
non lasciare che lei diventi un'assenza ingombrante.
Impudentemente,
L.H.
LadyHawke grazie! Il tuo commento è una sorpresa piacevole così come piacevole è l'estratto della stupenda poesia di Hikmet che hai postato. Se mai leggerai queste parole, ti prego cerca di contattarmi per e.mail(la trovi sul blog); mi farebbe piacere "parlare" (si definisce così il comunicare tramite e-mail?) con te. Scorgo un animo delicato e sensibile, una vera rarità di questi tempi. Non nascondo poi che ladyhawke ha già attirato la mia attenzione nel dire "uno dei miei poeti preferiti":tale espressione mi fa pensare che anche tu sei lettrice e appassionata di poesia e Hikmet potrebbe rappresentare la proverbiale punta dell'iceberg. Dopo queste parole che hai scritto e che non nascondo sono suonate come la musica di un festante banchetto durante una notte estiva, non diventare un'assenza anche tu :-)
j.s.b.
p.s. a proposito di ladyhawke.. c'è un bellissimo libro di Michele Mari dal titolo cento sonetti d'amore a ladyhawke (edizioni einaudi): è un piccolo capolavoro; se non lo conosci te ne consiglio la lettura; se lo conosci sarebbe qualcosa di straordinario.
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