martedì 13 novembre 2007

Dal fondo della chiesa: la bellezza di sapere che Dio mi ama a prescindere dalla mia acconciatura

Domenica mattina.
Sono in chiesa, appartato su una sedia in fondo alla sala. L'organo trasuda miriadi di note in una polifonia a volte movimentata altre volte lenta e compunta quasi a voler preparare la riflessione e il silenzio che avvolgono le preghiere ieratiche e solenni, ricche di riferimenti e ben misurate.

Sono nella "modalità" malinconico-riflessiva (per altro una modalità che rimane accesa con continuità): ciò significa che attraverso inni, preghiere, letture e quant'altro, sto aspettando quella parola di grazia che lenisca alcune ferite.
(Dicono che in Gilead abbiano del balsamo)

E ad un tratto, in uno di quei momenti che non so definire in altro modo se non vere e proprie epifanie della grazia di Dio, alzo gli occhi verso le teste che cercano di muoversi al tempo dell'inno.
Sono divertenti: ognuna con il suo tipo di capelli, ognuna con la sua acconciatura, ognuna con la sua forma. Forse la più buffa è la mia con la sua solita "criniera" spettinata e ribelle, martoriata dall'azione prolungata delle dita, che attorcigliano i capelli in nodi e figure acrobatiche.
Sono teste belle quelle che vedo.
Sono le teste di persone che conosco da tanto tempo e che non ero mai riuscito a vedere sotto l'ottica da cui le vedo ora.
Non più teste, ma Teste.
Si, perchè una frase del Maestro mi risuona in testa, come se fossi lì a sentirLo mentre la pronuncia davanti a Pietro e Andrea, Giacomo d'Alfeo, Matteo il pubblicano, Simone il Cananeo e tutti gli altri. Sì ci sono anche io ora ad ascoltare: Jonathan il Galaadita (suona bene...).
"Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati" (Matteo 10:30).
Balsamo.
La mia testa. Le teste degli altri. Sono teste amate.
I capelli possono cadere, possono essere strappati, possono rimanere in ordine, possono essere spettinati, possono essere arruffati e mossi con forza dal vento, ovvero, la mia vita può attraversare periodi "buoni" e periodi "meno buoni", posso essere perseguitato e disprezzato (capelli strappati), posso essere stimato e onorato (capelli ordinati), posso essere in difficoltà ed essere triste (capelli calati davanti sulla fronte o capelli mossi dal vento), posso essere euforico e sulla cresta dell'onda (capelli con gel con taglio cool!), posso essere addirittura calvo, ma ad ogni modo c'è Qualcuno che vigila sulla mia testa e che è a tal punto interessato a me da sapere e registrare il numero dei miei capelli.

Da quella esperienza ne è scaturita subito una piccola composizione. Essa, come tutto ciò che scrivo, non ha la pretesa di essere un' opera letteraria (anzi devo dire che rileggendola a distanza di qualche settimana da quella meravigiosa domenica, potrebbe sembrare addirittura fanciullesca); l'ho scritta per ricordare, per custodire quest'ulteriore lezione di grazia da parte di Dio, l'ho scritta per me, per appropiarmi maggiormente di questa realtà, l 'ho scritta perchè sia come una fotografia che riporti agli occhi, al cuore e all'essere intero qualcosa che faccia sorridere di gioia e stupore (come ad esempio fanno le "vecchie" foto) e che al contempo crei viva quell'atmosfera nostalgica che ci immerge nel ricordo e nella riflessione e che segna un momento di crescita nella nostra vita.
La condivido nella speranza che possa stimolarvi a gioire nei colori e nella varietà delle teste che vi circondano.
La condivido nella speranza, che come accadde con me quella mattina, possiate conoscere qualcosa di più ancora dell'amore di Colui che ha creato le teste.

Da questa sedia
in fonda alla sala
di una piccola e vecchia chiesetta,
vedo tante teste
e ne vedo i diversi capelli.

C'è chi li ha ricci e voluminosi,
neri corvini (dai magnifici riflessi);
c'è chi li ha corti e biondi,
(sembran esser una linea di contorno
alla geometria sferica del cranio);
capelli lunghi e profumati,
capelli tinti e laccati,
capelli pettinati con la riga a lato,
capelli pettinati con la riga in mezzo,
capelli che ormai non ci son più sulla testa,
capelli grigi, neri, rossi,
capelli he seguono le pieghe della pelle,
capelli mossi, arruffati,
capelli come i miei, disordinati.

Lo spettacolo è variegato
e divertente il pensarci.

Ma ciò che mi fa danzare
di gioia e meraviglia
è pensare che tutti questi
sono capelli CONTATI.

Ogni testa che si muove,
ogni capello dal singolo colore,
ogni cuore che pulsa sangue e
risponde alle emozioni,
Tu lo conosci, Signore.

E tutte queste teste,
sono un tassello (unico e pregiato)
del mosaico che ritrae
l'estensione del Tuo amore.

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