martedì 11 settembre 2007

Don Chisciotte e Dulcinea

Questa è una breve poesia che ho scritto ieri sera, mentre avevo una di quelle fasi tipiche che mi avvolgono durante il mese di Settembre, ovvero una piacevole ora di malinconia. Lungi dall'essere qualcosa di "tragico" è invece un buon tempo di riflessione. Victor Hugo diceva che "la malinconia è la gioia di essere tristi". Un bell'ossimoro, denso di significato e particolarmente vero.
Non c'è una dedica particolare; non c'è la pretesa di voler essere poeta o di voler fare poesia.
Scrivere ha una funzione certamente catartica (grazie Aristotele!), aiuta a fissare idee e a riflettere; io uso lo scrivere in questo senso. Forse l'interpretazione della figura di Don Chisciotte che trapela dalla parte finale della poesia è tipicamente romantica: mi scuso con tutti gli addetti ai lavori per questa elaborazione personale..

A Dulcinea

Ti ho conosciuta, corteggiata,
amata, sposata,
sono invecchiato con te,
abbiamo avuto figli,
abbiamo visto i nipoti,
abbiamo percorso un viale di ciliegi mano nella mano
ed era Maggio
e poi Settembre,
e poi Dicembre,
e poi di nuovo, la primavera.
Abbiamo vissuto stagioni,
trascorso anni,
viaggiato,progettato,
sognato
e condiviso il nostro cuore.
Eppure sono passati pochi istanti
da quando ti ho visto.

E mi riscopro Don Chisciotte,
cavaliere stravagante, sognatore, solitario;
e ti vedo Dulcinea,
tu che non conosco
eppure che guardando negli occhi
ho amato così intensamente,
tanto da trasformare, nel pensiero,
un frazione di tempo
in un cammino insieme,
lungo la vita.

Nessun commento: